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set 21

18 settembre: La speranza che avanza è negli occhi di un giovane gruppo dirigente

Agli uomini che avremmo voluto essere

giovania quelli che si sono persi cercando di diventarlo

e alla strada che abbiamo ancora da fare.

 

Ho letto tanti articoli in questi giorni, sentito servizi, guardato foto ma se dovessi fotografarvi il mio venerdì di mobilitazione vi disegnerei  un cerchio con dentro delle tappe caratterizzate  da volti, sguardi, energie che ne hanno tracciato il solco.

Ogni fotogramma si muove fra territori e luoghi ed ha un comune denominatore: la passione e la volontà di uomini, donne, ragazzi di cambiare la rotta di un viaggio intrapreso verso la disperazione, marcare il passo e restare uniti…raggiungendo la speranza.

Un cerchio costituito da tre tappe: Borgo Venusio, Gravina e il Municipio di Gravina di Puglia; ad ognuna associo una foto, una frase….un’azione.

A Borgo Venusio dove è avvenuto il primo concentramento di mezzi del materano, mi ha colpito il paradosso tra un centro commerciale arido, sterile e una folla di giovani carichi di speranza, con la voglia di partecipare, di essere vicini ai loro padri forse, chissà, nella sana o folle consapevolezza che le loro terre continueranno a vivere e non saranno sopraffatte dall’asfalto come quel posto.

Mi hanno cosi colpito che gli ho chiesto se potevo fargli una foto…mi hanno riposto di si mentre leccavano un ghiacciolo. Mentre li fotografavo ho pensato che con 40 gradi di temperatura e l’aria tremolante all’orizzonte essere li rappresentava davvero un desiderio di esserci e di lottare in modo sano, consapevole, propositivo.

Mi sono tornate alla mente delle immagini, degli odori, che in un lontano passato mi hanno pervaso e che spesso ritornano così vivi come se potessi viverli ancora oggi. Un odore che ti rimane appiccicato addosso come una seconda pelle. Mi sono tornate alla mente la segatura, l’odore di legno bruciato, il rumore del martello che batte sull’incudine, lo sguardo di due occhi che plasmano il legno con un’avidità tale da mangiarselo. Chissà forse anche per questo a distanza di anni mi ritrovo a studiare manufatti di legno, forse per cercare ancora quell’odore…quella bramosia che porta alla creazione.

In fondo quel che sei è quello che sei stato, la somma delle esperienze ma anche delle presenze e questo non puoi negarlo. Probabilmente domani lo capiranno anche questi ragazzi. Il passato ritornerà a fargli visita nelle pratiche, nelle azioni ritmate dalle stagioni, nel ricordo dei calli dei loro padri.  Per strade diverse ma parallele si incroceranno i percorsi, le vite, le scelte.

Lo vedo nelle azioni di Francesco Mastromarco all’ingresso di Gravina di Puglia, seconda tappa, il luogo dove nel Comune si darà vita alla rete nazionale dei Municipi Rurali. Francesco è uno dei leader del movimento Riscatto, sarà uno dei protagonisti della marcia e oggi  ha il compito di guidare il servizio d’ordine dei trattori in marcia dentro la città.

balconeSta cercando di far passare l’idea che i trattori debbano sfilare per il paese. Vuole che la sua gente capisca che gli agricoltori sono parte integrante di questo territorio; prima di partire ha dato ordini al padre di esporre lungo il percorso, sul balcone di casa, maglietta e bandiera. Francesco non riuscirà a far passare la sua idea perchè le forze dell’ordine non glielo permetteranno per non congestionare il traffico ma per me è come se ci fosse riuscito. La sua passione parla per lui, le sue parole espresse più tardi sulla soglia del Municipio svelano questo racconto che in quel momento solo gli occhi hanno svelato.

E poi c’è la terza immagine e tappa che per me chiude il cerchio e si ritrova nelle parole e nelle azioni di un giovane, il cui ruolo è strattamente connesso con le istituzioni.

Gli esponenti del movimento lo hanno battezzato “sindaco coraggio” perché in tutti questi mesi è stato sempre accanto agli agricoltori non solo con le parole ma con i fatti.

E’ Alessio Valente, sindaco di Gravina di Puglia, colui che ha indetto un consiglio comunale aperto a Roma riunendo oltre 30 comuni d’Italia ed è colui che per primo ha firmato una delibera di giunta che destina risorse alla Rete dei Municipi rurali.

Scopro durante l’incontro in Municipio che è figlio di agricoltori e questo è il suo modo per fare in modo che anche le istituzioni, finalmente possano accorgersi di un comparto da sempre snobbato e mai difeso. Come dice lui stesso non so se ci riuscirà ma sicuramente ci avrà creduto e provato.

Nelle parole, nei gesti di Valente vedo ritornare quella grinta, quella passione che fotogrammi sparsi e diversi mi hanno permesso di cogliere.

Inutile dirvi che questo pezzo di società attiva formato da agricoltori, associazioni, sindaci, istituzioni finalmente parlano un linguaggio comune e hanno trovato il modo per stare insieme. Cosa non scontata e nemmeno gratis perché costa tanta fatica.

E’ facile amministrare burocraticamente così com’è facile per i cittadini dire che è sempre colpa delle istituzioni e mai responsabilità propria.

Questa giornata, devo confessarvi, mi ha dato speranza per il futuro. La presenza di cosi tanti giovani dà finalmente linfa nuova a questo comparto e mi ha fatto capire che la svolta verso dinamiche diverse è possibile, basta desiderarlo cosi tanto. Questo movimento di lotta che si è trovato insieme dopo l’arroganza della tassa sull’Imu poteva prendere la facile strada della protesta che grida alla luna, del vaffanculismo facile, sfogando la rabbia come spesso chi governa spera.

Ecco che questo movimento di lotta rappresenta la novità.  Si sta formando al suo interno un gruppo dirigente di giovani, di esperti, di tecnici, capaci di puntare al rapporto con le istituzioni con l’ambizione di dare alla parola rurale, ormai scomparsa, nuova voce provando a fare quello che la politica, la società ha cancellato ossia la negazione di quello che questi uomini sono ogni giorno.

O’ sole mio

 

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