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set 14

Un invito al viaggio.

viaggioCi siamo. Ancora qualche giorno e la carovana per il Riscatto delle comunità rurali prenderà il via.

Una carovana atipica, composta di soli uomini, cinque per l’esattezza.

L’atipicità non consiste nel fatto che essa sia formata da persone che non si sono mai incontrate e che decidono di farlo adesso né che sul camper convivranno agricoltori, giornalisti, addetti alla logistica nonché lo stesso portavoce del movimento, Gianni Fabbris.

La notizia vera quella che ci piace raccontare è quella di questi tre agricoltori, provenienti dal sud dell’Italia che stanno per abbandonarele loro famiglie, le loro comunità e i loro trattori, strumento del loro lavoro e simbolo, fino a qualche giorno fa, della loro lotta. Agricoltori impegnati, che decidono senza essere manovrati da organizzazioni di categoria e salgono su un camper, iniziano un viaggio che li porterà ad incontrare altra gente e diventano testimoni di molte di quelle storie che altri uomini e donne racconteranno.

Certo non sarà un viaggio semplice. Ma sarà un viaggio complesso e al tempo stesso entusiasmante e importante. Sarà un viaggio folle, creativo e stupendo come già qualcuno dei suoi protagonisti ha sostenuto.

La carovana percorrerà Regioni, territori, incontrerà comunità, compirà un percorso di oltre 6000 km.

Toccherà tutta l’Italia in poco più di 36 giorni di iniziative e sarà preceduta dalla costituzione, il 18 settembre prossimo, a Gravina di Puglia (BA), della prima assemblea della Rete dei Municipi Rurali.

Il viaggio avrà tematiche e contenuti diversi, dall’incontro alla cena sociale, dall’assemblea alla mobilitazione, dalla conferenza stampa al volantinaggio o alla presentazione di libri concordati; iniziative programmate di volta in volta con referenti locali e stabilite da un’agenda che verrà pubblicata, aggiornata e condivisa quotidianamente.

Se conosciamo quanti territori la marcia incontrerà, il costo dell’iniziativa e fin’anche il carburante che servirà per realizzarla non sappiamo, tuttavia, quante persone la carovana incontrerà e coinvolgerà. Certamente sarà tanta, indistinta, variegata e, forse, alla fine non così diversa da come siamo abituati a pensare, bloccati nei nostri confini e nei nostri limiti mentali. Saranno comunità come le nostre, con la crisi di tutti i giorni a cui far fronte, l’incapacità di arrivare a fine mese, di mandare i propri figli a scuola, con la vendita all’asta delle proprie aziende acquistate dallo sciacallo di turno, con il territorio fortemente compromesso…storie che si sommeranno a storie.

Ecco che la marcia pretenderà il riscatto, lo cercherà, lo promuoverà con l’idea di ascoltare e di documentare ma, anche, di sollecitare allo scambio di esperienze e al dialogo fra i diversi attori della società. Se uno degli obiettivi della Marcia sarà quello di raccontare la realtà delle campagne italiane e dei cittadini nel loro diritto di accesso ad un cibo sicuro e nutriente è anche vero che questa realtà dovrà essere compresa e condivisa dalla comunità, dovrà trovare il collante utile per unirsi ad altre storie, dovrà esprimersi fuori, uscire allo scoperto e diventare modello sociale di massa.

E’ importante, quindi, pensare che la Marcia del Riscatto possa essere l’occasione per avanzare proposte prodotte all’interno delle esperienze di base verificando la possibilità di costituire uno spazio comune di confronto, collegamento e condivisione di progetti.

Solo così il viaggio potrà davvero diventare metafora dei nostri confini, stimolo naturale alla ricerca del nuovo sfidando il confronto con il non conosciuto.

Solo cosi, forse alla fine di questa carovana che documenterà la realtà via via incontrata, con pagine web dedicate e collegamenti on the road, ci accorgeremo, come dice Calvino, che le differenze sono andate scomparendo, che tutte le città tenderanno ad assomigliarsi l’una all’altra, i posti avranno mutato le loro forme e i loro ordinamenti e una polvere senza forma avrà invaso i continenti.

Edoardo Bennato – “Un giorno credi

1 comment

  1. Alfonso D'Alessandro

    Giuseppe Ingrassia, Fiorenza, Tarenzi, Fausto Fogliati ed altri sostengono su Twitter (7 ottobre) che “eliminazione IMU AGRICOLA” è vero sostegno ad agricoltura.
    Ma che razza di discorsi son questi?!?!
    Dovrebbero dire, invece, che il governo ha cercato di colpire a morte l’agricoltura ma non ci è riuscito perché il popolo del RISCATTO ha “alzato la testa” ed ora cerca di mettere toppe al delinquenziale provvedimento.
    Sia chiaro a chi di competenza che l’ imu agricola:
    deve essere cancellata per il futuro
    non deve essere richiesta per il 2015
    deve essere restituita agli agricoltori che l’hanno pagata per il 2014

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